Mondiali 2014: il Brasile e i suoi nuovi stadi

Di , scritto il 13 Giugno 2014

nuovo_maracana_rio_de_janeiroI Mondiali Brasile 2014 sono l’evento sportivo dell’anno. Il Brasile ha sottoposto alla FIFA la propria candidatura come paese ospitante ed è stato scelto come unico candidato rimasto dopo la rinuncia dell’Argentina e della Colombia. La scelta del Brasile come paese ospitante è stata accompagnata da numerose polemiche: molti erano infatti gli scettici che credevano che il paese non fosse nelle condizioni idonee ad organizzare un evento del genere.

La sfida è stata ardua: molti stadi brasiliani si trovavano fino a pochissimo tempo fa in condizioni disastrose o in stato d’abbandono. Le infrastrutture destinate ad accogliere i turisti non seguivano in alcun modo le regole e gli standard richiesti. Mancavano inoltre stadi a sufficienza per ospitare le 32 squadre e le 64 partite previste nel calendario mondiale 2014.

Il Brasile ha perciò dovuto affrontare un periodo di grandi opere pubbliche e di ristrutturazioni, che hanno visto la spesa pubblica lievitare. Il sogno del governo è ovviamente quello che l’evento ripaghi tutti dello sforzo economico, agendo da volano per un’economia in crescita ma ancora caratterizzata da forti squilibri e contraddizioni.
Le opere realizzate sono state principalmente le seguenti:

  • ristrutturazione dei vecchi stadi: con un Maracanã in stato d’abbandono e tanti altri stadi che non rispettavano gli standard minimi di sicurezza, gli stadi brasiliani andavano rivisti completamente. Spesso, la ristrutturazione è stata più che altro una vera e propria ricostruzione. Nel caso del Maracanã, ad esempio, sono stati cambiati i sedili all’interno, la copertura in calcestruzzo è stata sostituita da un tetto in teflon e vetro, l’esterno è stato completamente rivisto. Ormai il Maracanã può essere chiamato a tutti gli effetti “Nuovo maracanà”!
  • Creazione di nuovi stadi: gli stadi costruiti da zero sono stati realizzati seguendo i principi dell’ecosostenibilità e della riduzione dell’impatto ambientale. La loro struttura architettonica, inoltre, è stata progettata per adeguarsi al contesto geografico e al paesaggio. La forma dell’Estadio das dunas, ad esempio, riprende quella delle dune circostanti, che sono anche la principale attrazione turistica. Lo stadio di Manaus, in Amazzonia, si ispira alla foresta che “popola” questo lembo di terra. In questo modo gli architetti hanno evitato di costruire delle cattedrali del deserto ed hanno invece dato un ottimo esempio di architettura integrata.
  • Infrastrutture come strade e aeroporti: l’evento calcistico funziona solo se arrivano turisti, e i turisti arrivano se possono farlo in sicurezza. Per questo, sono stati ammodernati gli aeroporti e create molte altre infrastrutture che rendono più semplici e sicuri gli spostamenti da un punto all’altro di queste immensa terra!
  • Negozi, cinema, centri commerciali: dare impulso all’economia significa anche creare qualcosa che resti dopo i mondiali. Ecco allora che gli stadi realizzati sono stati inseriti in contesti commerciali e urbani di nuova concezione, con mezzi pubblici e parcheggi.

L’organizzazione dell’evento calcistico ha coinvolto ben dodici città brasiliane:

  • Brasilia
  • Belo Horizonte
  • Cuiabà
  • Curitiba
  • Fortaleza
  • Manaus
  • Natal
  • Porto Alegre
  • Sao Lorenço da Mata
  • Rio de Janeiro
  • Salvador
  • San Paolo

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