Quando la musica fa crac: cinque disastri finanziari nel mondo del rock

Di , scritto il 16 Marzo 2011

Siamo così abituati agli enormi successi delle star, alle centinaia di migliaia di copie vendute, stadi stracolmi, incassi e lussi incredibili che alle volte tendiamo a dimenticare che il mondo dello spettacolo è costellato anche di disastri economici che hanno bruciato milioni e milioni di dollari. Tanto per ricordarvi che non sempre tutto va bene nel rock, eccovene cinque esempi…

Il musical sull’Uomo Ragno, Spiderman: Turn off the dark, con musiche degli U2 doveva essere qualcosa di grandioso, la più grande produzione di Broadway di tutti i tempi.
Per ora, dopo il sesto rinvio di programmazione, è solo un enorme buco nero finanziario: più di 46 milioni di euro investiti senza alcun ritorno!

I Metallica reduci dall’incredibile successo di The Black Album pensano di potersi permettere un album più “sperimentale”, Load. Risultato? Vendite calate di quasi il 70% rispetto al precedente lavoro!

Le TLC ora sono sconosciute ai più, ma nel 1992 avevano venduto ben 10 milioni di copie di un loro album, CrazySexyCool. Eppure, dopo aver pagato varie spese, manager, legali e casa discografica, dovettero comunque dichiarare bancarotta!

Il presidente della casa discografica Decca dopo aver ascoltato i Beatles: “Non hanno nessun futuro” e non li mette sotto contratto. Fate voi i calcoli di quanti soldi ha perso con questa valutazione…

Michael Jackson è senza ombra di dubbio The King of Pop ma altrettanto sicuramente non è The King of Economy: al momento della sua morte aveva debiti per circa 500 milioni di dollari!


3 commenti su “Quando la musica fa crac: cinque disastri finanziari nel mondo del rock”
  1. elvezio ha detto:

    Ottima puntualizzazione e quindi entra a far parte dell’articolo, la redazione ti ringrazia.
    Bisogna notare però che è ovvio, quando si parla di rockstar e personaggi dello spettacolo, che è sempre sottinteso che colpe e meriti delle loro situazioni finanziare sono da assegnare a tutto l’insieme di manager e persone assunte per gestire tali somme. Questo vale anche per gli altri artisti menzionati e per tutti in generale, nessuna colpa per MJ se non, forse, quella di essersi fidato fin troppo.

  2. lovenohate588 ha detto:

    peraltro, proprio in virtù delle sue proprietà e i proventi derivanti dai cataloghi delle canzoni, Michael Jackson vantava un patrimionio attivo. Con il ritorno sulle scene previsto per il 2009 -che purtroppo non avvenne- Michael avrebbe in pochi mesi ripianato tutti i debiti e avrebbe anche guadagnato bei soldi, tra concerti, merchandising, vendite CD e DVD, nuove canzoni e altri progetti cui stava lavorando. Purtroppo con modalità diverse, lo conferma quanto accaduto dopo la sua scomparsa, tanto che nel 2009 è stato l’artista che ha venduto più dischi e incassato in un anno, appunto, tanti di quei soldi da ripianare quasi in toto i debiti economici. Basti citare, tra gli altri, l’enorme successo di This Is IT, il CD ed il film record d’incassi al cinema nonché DVD stravenduto.

  3. lovenohate588 ha detto:

    per quanto concerne Michael Jackson, oltre ad essere rinomato nello show biz quale intelligente businessman di successo (acquisizioni di cataloghi, proprietà, sponsorizzazioni, azioni marketing, etc.), quindi era anche The King of Economy, molte persone – chi in malafede e chi per disinformazione – tendono a dimenticare che Michael ha donato circa un miliardo di dollari in beneficienza, non soltanto pubblicamente ma soprattutto privatamente. Era sempre disponibile ad aiutare gli altri e lo ha fatto finché ha potuto (lo hanno testimoniato molte persone che lo conoscevano e sapevano). I debiti (risultano non più di 400 e non 500 milioni di dollari) furono dovuti in larga parte a spese per avvocati in occasione del processo (2005), nonché a cattiva gestione finanziaria di chi era preposto a questo compito (fece causa a diversi addetti). Se si fosse tenuto in tasca quella bella somma, pensando a se stesso anziché agli altri, sarebbe stato ben diverso. Ma si continua a tirare fuori ossessivamente questa storia di Michael Jackson, che ormai non può neanche replicare, quando molte altre star hanno dichiarato bancarotta e fatto un sacco di debiti e neanche cacciato un cent per beneficienza. Per cambiare, si potrebbero menzionare questi altri, se proprio si vuole continuare a parlare delle problematiche altrui, che hanno nel tempo provocato non pochi dolori alle persone coinvolte.


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