Spandau ballet a Sanremo: un tuffo nel passato

Di , scritto il 20 Febbraio 2015

spandau-ballet-sanremoL’edizione numero 65 del Festival di Sanremo è stata premiata con uno straordinario boom di ascolti. Carlo Conti ha messo a segno questo nuovo colpo, frutto di mesi di lavoro e scelta accurata tanto dei cantanti in gara quanto anche dei super ospiti italiani e internazionali.
Ed è così che nel corso delle cinque serate del Festival, accanto alla gara di big e nuove proposte, si sono avvicendati sul palco del teatro Ariston i comici del momento e grandi cantanti.

Carlo Conti, forte anche della sua lunga gavetta come disc jockey nelle radio e in televisione, ha saputo portare a Sanremo grandi nomi cercando di accontentare i telespettatori di tutti i gusti e le età.
Accanto agli italiani Biagio Antonacci, Gianna Nannini, per non parlare degli attesissimi Al Bano e Romina, molti sono stati anche i rappresentanti della musica straniera.

Il cantante e attore Will Smith che ha, come c’era da immaginarsi, improvvisato un rap ad hoc, Ed Sheeran, fenomeno del momento e, direttamente dagli anni ’80, i mitici Spandau Ballet.
C’è da scommettere che la band inglese sia stata fortemente voluta proprio da Conti; è stato lui stesso ad ammettere che aspettava dal 1985 l’occasione di trovarsi di fronte a Tony Hadley e compagni.
È infatti proprio in quel lontano 1985, quando un ricciutissimo Carlo Conti muoveva i suoi primi passi nelle radio, che gli Spandau fecero la loro prima apparizione al Festival, mandando in delirio i fan.
All’epoca erano all’apice del loro successo; singoli come Gold e Through The Barricades avevano appena scalato le classifiche di tutto il mondo, spopolando anche in Italia.

Un po’ come era accaduto parecchi anni prima per Beatles e Rolling Stones, anche la fama degli Spandau, oltre che dall’indiscutibile talento, era alimentata dalla rivalità con gli altri idoli delle ragazzine: i Duran Duran di Simon Le Bon che, guarda caso, erano stati ospiti a Sanremo prima di loro.
Ma veniamo all’esibizione a Sanremo 2015. Se non fosse stato per le rughe e i chili di troppo, qualcuno avrebbe potuto giurare che nulla è cambiato. Alle prime note di True Lyrics il pubblico, oggi come allora, era già in visibilio. L’entusiasmo è poi cresciuto ascoltando Gold e Through The Barricades, fino alla standing ovation al termine della, purtroppo, breve esibizione.

E poco importa se la band è quasi fuggita via, se Carlo Conti ha dovuto fermarli, quasi pregarli, per ottenere qualche battuta a proposito della reunion dopo anni e del nuovo tour che toccherà anche l’Italia con cinque date, quel tuffo nel passato ha accontentato non solo i nostalgici ma ha saputo lasciare il segno anche nei più giovani.



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