Talent show: continuità col passato o rischio per i nuovi artisti?

Di , scritto il 21 Marzo 2013

xfactor-2012La storia è sempre la stessa: in mezzo a un successo di ascolti e di continui lanci di cantanti che non accenna a calare, i talent show vengono accusati di rovinare il mondo della musica e di formare una generazione di performer di scarsa sostanza, destinata a durare ben poco.

Ci sono quelli che attaccano a testa bassa ed altri che invece muovono accuse più velate ma, addetti ai lavori e persone coinvolte a parte, sembra difficile trovare dei veri e propri sostenitori di questi programmi.
Eppure il problema è per noi più complesso di quanto lo si voglia dipingere e non ci sembra giusto cavarsela con una generica accusa verso i talent, accusa che sa tanto di “ai bei vecchi tempi queste cose non accadevano”.

Vero, molti vincitori di passate edizioni sono poi scomparsi nel nulla e, altrettanto vero, alcune carriere si somigliano molto, con composizioni, produzioni e suoni che appiattiscono le varie personalità e rendono parecchi album uno uguale all’altro.

Ma non è sempre stato così? Ora sembra che prima dei talent il mondo della musica italiana fosse composto solo di immensi musicisti e cantautori impegnati, di enorme talento, ma chi ha un po’ di memoria sa che non è vero.

Forse chi critica così tanto dimentica lo stato disastroso in cui versava, per esempio, il Festival di Sanremo in molte edizioni degli anni Settanta/Ottanta. Forse si dimentica anche la programmazione delle radio durante i decenni e si tende, con una memoria fin troppo selettiva, solo a ricordare il bello e il buono, ma l’impressione è che la media degli artisti che escono dai talent show non sia poi così inferiore rispetto ad altre epoche e se alcuni, come Masini, parlano di “assenza di gavetta da pianobar” bisognerebbe pensare che i talent stessi, le selezioni, le prove per entrare di anno in anno rappresentano in fondo una gavetta simile. E che molti cantanti da pianobar sono comunque scomparsi nel nulla anche loro.

Che poi si tratti di strutture e programmi che bisognerebbe migliorare, su questo non ci piove, ma da qui a demonizzarli continuamente, con facilità e forse un pizzico di superficialità, ce ne passa…


1 commento su “Talent show: continuità col passato o rischio per i nuovi artisti?”
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